Intensivo di Illuminazione: un’opportunità eccezionale di Autentica Ricerca del Vero

Tutto quello che c’è da sapere per andare oltre quello che si sa… L’Intensivo di Illuminazione è un’ottima opportunità

Cos’è l’Intensivo di Illuminazione? E’ un formidabile appuntamento con una struttura, uno staff di professionisti e un programma specifico studiato nei minimi dettagli che permette ai partecipanti di immergersi totalmente in una profonda ricerca della Verità Ultima e Assoluta.

L’Intensivo di Illuminazione offre un’autentica possibilità per sperimentare quello che si può chiamare “stato di unione cosciente con la Verità”, chiamata anche Illuminazione, Samadhi, Satori, Kensho o Esperienza Diretta.

Quale Verità? E’ molto chiaro che non ho intenzione di parlarvi della Verità relativa di ognuno di noi e nemmeno di quella scientifica. Della prima ne trovate milioni di versioni nella testa delle persone e della seconda potete leggere e studiare sui testi scientifici.

La Verità relativa è quella che chiamiamo realtà. Ognuno di noi percepisce ciò che definisce “realtà” secondo le condizioni individuali, in relazione alle circostanze che vive e alle informazioni che ha registrato nella mente. Significa che in base alla nostra esperienza personale, osserviamo la realtà filtrata attraverso i nostri punti di vista e la definiamo con le opinioni che ne derivano.

Questa è una falsa verità instabile e impermanente che si trasforma con il cambiare delle nostre sensazioni soggettive e dei nostri pensieri, attraverso i quali la concepiamo nella nostra mente.

Si tratta di una Verità passeggera e quindi illusoria, che si smentisce e si conferma continuamente nel corso della vita con il susseguirsi dei nostri cicli mentali, senza mai assumere un aspetto definitivo e stabile.

Gli stati che viviamo, sono un tipico esempio di questa ciclicità. Sentirsi bene o male, ok o non ok, contenti o scontenti, d’accordo oppure in disaccordo, compiaciuti o dispiaciuti è semplicemente il gioco degli opposti che viviamo durante tutta la nostra vita.

Nessuno di questi stati fluttuanti dura mai, ma lascia sempre il posto a stati opposti e contrari in un flusso senza fine. E’ la diatriba infinita del bene e del male che abita e rimbalza dentro di noi… Un eterno stato di conflitto interiore che non ha e probabilmente non avrà mai né vincitori né vinti.

In effetti, la fisica quantistica sta ampiamente dimostrando che siamo noi stessi che con la nostra esperienza soggettiva creiamo ciò che pensiamo sia la realtà oggettiva che si trasforma continuamente con il cambiare della nostra percezione personale.
La cosa sorprendente è che quello che la scienza quantica dell’ultima generazione è arrivata a spiegare, lo affermavano già Platone, Socrate e tanti altri filosofi e ricercatori spirituali vissuti migliaia di anni fa…

La cosiddetta Verità scientifica, invece, dipende dalla capacità degli strumenti con i quali la sonda, la si misura e la si definisce. Eccovi alcuni esempi tra i tantissimi che potrei farvi:

Nell’antichità, per moltissimo tempo, tutti hanno creduto che la terra fosse piatta.
Prima di Galileo la scienza sosteneva che la Terra fosse ferma mentre il Sole girava intorno ad essa.
La scienza ha detto per anni che l’atomo era il mattone più piccolo della materia, fino a che ha scoperto che non era così…
Fino a qualche anno fa, la velocità della luce era considerata assolutamente invalicabile, ma poi il Cern di Ginevra ha scoperto che i neutrini, le particelle atomiche prodotte da reazioni nucleari come quelle del sole, viaggiano ovunque in tutto l’universo e si muovono a una velocità superiore ai 300.000 km al secondo, senza lasciare alcuna traccia del loro passaggio.
Ancora un ultimo esempio:

prima che la scienza dimostrasse l’esistenza e il funzionamento della forza di gravità, non è che la forza di gravità non funzionasse e non esistesse vero? La forza di gravità faceva il suo dovere anche molto prima che gli esseri umani si rendessero conto della sua presenza e della sua funzione.
Ciò che è Vero non ha nessun bisogno che venga dimostrata e spiegata la sua esistenza… Esiste comunque, indipendentemente dalle prove!!!

La Verità scientifica si basa sul sapere e sulla conoscenza del momento e cambia i suoi parametri nel tempo, in relazione a quanto si evolvono e perfezionano gli strumenti che si usano.

C’è una bellissima frase che dice: “Il giorno in cui la scienza salirà sulle più alte vette della conoscenza e del sapere, troverà la fede seduta in cima ad aspettarla da tempo immemorabile!!”.

Allora quale Verità rimane di cui parlarvi? Sempre ammesso che ci sia, cosa è che si potrebbe veramente chiamare Verità?

I mistici, i saggi e i grandi ricercatori spirituali di ogni epoca hanno sempre parlato della Verità come qualcosa che non cambia mai, che è sempre la stessa cosa, che rimane in eterno, che è indipendente da tutto e da tutti, che è sempre stata e sempre sarà, al di là del tempo, dello spazio e della materia.

La Verità Assoluta e permanente.

A chi non piacerebbe conoscere la Verità Assoluta, rischiando il meno possibile?

Chi è che non sarebbe interessato a sapere più Verità di quanta già ne sa, ma possibilmente senza fare troppa fatica?

Chi non vorrebbe comprendere di più ciò che nella vita è fondamentalmente vero e cosa invece non lo è?

Tutti lo vorrebbero, almeno fino a quando i rischi sono gestibili e le conseguenze piacevoli.

In effetti, da sempre e probabilmente per sempre l’uomo si è confrontato in ogni momento della storia umana con questo profondo desiderio di scoperta, specialmente nei momenti di crisi e dubbio, piuttosto che di paura, di perdita o di sconforto che periodicamente incontra durante l’esistenza.

Un grande saggio dello scorso secolo, Osho Rajneesh, ha detto che la Verità è una delle cose più desiderate e al tempo stesso temute dalle persone.

Il paradosso è che, nonostante ci sia questa pulsione naturale e spontanea, sono tantissimi quelli che messi di fronte ad una concreta opportunità di sperimentare la Verità direttamente in prima persona, hanno poi una grande paura di scoprirla veramente.

In qualche modo, si tratta della “Paura del Mostro” di cui parlava già Sigmund Freud e cioè il profondo timore atavico dell’essere umano di scoprire che il diavolo e il male sono l’unica terribile Verità permanente, mentre il bene e l’angelo sono l’illusione passeggera.

Di fronte a questa possibilità, molti preferiscono non sapere come stanno le cose e scelgono di rimanere con il dubbio!! Talvolta, per qualcuno, l’incertezza e l’ignoranza possono sembrare rassicuranti…

Riguardo a questo, fino ad ora, la mia esperienza personale m’insegna che un’onesta ricerca del vero potrebbe dare risultati ben diversi: ad esempio, potrebbe far emergere alla nostra coscienza che molto spesso è proprio l’angelo che abbiamo dentro e non il mostro… forse perché il demone è già sempre stato visibile e presente di fuori, mentre l’angelo di luce all’interno di noi rimaneva nascosto dall’ombra del mostro.

Oppure, potrebbe venire fuori l’evidenza che il mostro e l’angelo sono soltanto delle illusioni, mentre l’osservatore e cioe’ l’individuo che li impersona entrambi è l’unica cosa vera, indipendente dal diavolo e dall’angelo.

Ma chissà quale altra incredibile Verità potrebbe svelarsi a un sincero e impegnato ricercatore…

In ogni modo, da qualsiasi parte si guardi e si consideri, il punto focale è uno solo: la Verità non ha nulla a che fare con i pensieri e le opinioni che si hanno su di essa!! E’ probabile che ci siano tante idee e altrettante diverse sfumature sulla Verità per quanti siamo su questo pianeta, ma forse esiste una sola Verità effettiva, di là delle idee di ognuno, giuste o sbagliate che siano.

Inoltre, sembra chiaro che l’Esperienza Diretta della Verità non produce sapere o conoscenza, cosi come non toglie dubbi né fornisce certezze, ma è soltanto uno stato puro e spontaneo di unione dell’individuo con la Verità, in piena coscienza e quindi totalmente privo di punti di vista personali.

Ognuno di noi ha un’esperienza indiretta della realtà attraverso tutto ciò che è captato dai nostri 5 sensi e successivamente recepito, interpretato, definito e catalogato nella memoria in base ai parametri del cervello e della mente.

C’è l’idea di cosa sia immergersi nell’acqua e c’è l’esperienza effettiva dell’immergersi. Anche se l’idea che si ha è corretta, stare dentro l’acqua è ben diverso dal pensare di farlo… Parlando di Esperienza Diretta, immaginare di nuotare sotto l’acqua è indiretto, mentre fare una vera immersione è diretto.

Immaginate che il cervello sia una sorta di hardware e che la mente sia il software e l’energia elettrica che da vita a questo computer di bordo che abbiamo situato nella nostra scatola cranica. Cervello e mente reagiscono a ogni stimolo ed elaborano risposte per quasi ogni domanda che gli viene posta.

Ad alcune domande esistenziali fondamentali, però, non si può dare una risposta giusta e definitiva… Proprio per questo, da millenni, tutte le scuole di Meditazione e Ricerca del Vero di ogni luogo hanno usato quelli che vengono chiamati Koan…

I koan sono le cosiddette domande senza risposta e senza senso che eludono la mente ed hanno come unica possibilità un’esperienza diretta. L’esperienza personale è l’unica risposta.

I Koan che si usano in un Intensivo di Illuminazione sono 4:

Dimmi chi sei
Dimmi cosa sei
Dimmi cos’è la vita
Dimmi cos’è un altro
4 domande su cui può lavorare durante la propria ricerca… 4 fiumi sui quali navigare per arrivare a un solo oceano: L’oceano della Verità.

Ora, immaginate di ricevere una visita da un extraterrestre. Si presenta davanti a voi materializzandosi all’improvviso e al di là della vostra sorpresa iniziale, il suo aspetto si rivela fin da subito così mite, gentile e rassicurante da non mettervi alcuna paura.

In ogni modo, cogliete anche che vi trovate immersi dentro a un campo di forza misteriosa e invisibile che, trattenendovi con dolcezza e fermezza allo stesso tempo, vi tiene immobili di fronte all’alieno e non vi permette di scappare.

Lo stupefacente visitatore è dotato di un sistema tecnologico di traduzione universale incredibilmente evoluto che gli permette di comunicare con voi in modo facilmente comprensibile, direttamene nella vostra lingua.

Mentre rimanete a bocca aperta e occhi sbarrati per lo stupore, vi sentite dire: «Ho fatto un viaggio di milioni di anni luce attraverso le galassie fino alla Via Lattea, per conoscere da vicino chi è che abita il Pianeta Terra! So che viene chiamato “essere umano” e vedo che tu sei un rappresentate di questa forma di vita. Posso quindi chiederti di spiegarmi cos’e’ e come e’ fatto un essere umano, in modo che io lo possa comprendere? Allora, per favore, Dimmi chi sei tu!!».

Cosa potreste rispondere all’alieno? Prima di tutto potreste dire che l’essere umano è un’essenza, un’energia immateriale che si manifesta attraverso quattro corpi che sono anche i quattro veicoli che gli permettono di sperimentare l’esistenza in questo mondo materiale: corpo fisico, corpo mentale, corpo emozionale e corpo spirituale.

L’essere umano ha un’esistenza fisica perché possiede un corpo materiale che gli permette di vivere e muoversi in una realtà fatta di materia. Il corpo fisico umano, però, esattamente come tutta la materia, non ha coscienza di se stesso e, quindi, deve rivestirsi e permearsi di un altro corpo, che è quello mentale. Una pietra non sa di essere una pietra, un tavolo non sa di essere un tavolo, qualsiasi oggetto non sa di essere un oggetto, ma una persona sa di essere se stessa.

L’esempio di una spugna può aiutare: abbiamo una spugna completamente bianca che è il corpo fisico e cioè quello che è confutabile attraverso i nostri sensi. Se prendiamo la spugna e la rigiriamo nel borotalco finissimo e impalpabile, questa sostanza andrà a finire in ogni parte della spugna. Il borotalco è come la mente: dove inizia la mente e dove finisce la spugna? Allo stesso modo, dove inizia il corpo fisico e dove finisce il corpo mentale?

Ognuno permea e compenetra l’altro corpo, eppure se guardiamo la spugna vediamo solo la spugna. In realtà il borotalco, e cioè il corpo mentale, c’è, ma noi notiamo solo la spugna che è il corpo fisico.

L’alieno e sempre lì che vi ascolta in silenzio e voi potreste continuare a spiegare che il corpo mentale non ha capacità emotive. Può pensare in modo conscio e inconscio, ma non è la sede delle sensazioni, delle emozioni e dei sentimenti. Il corpo mentale può capire, volere, intendere, ragionare, ricordare e catalogare le cose, ma non è in grado di sentirle e percepirle emotivamente.

Corpo fisico e mentale costituiscono, in qualche modo, le parti meccaniche ed elettriche dell’essere umano, che se avesse solo questi due veicoli si manifesterebbe come un computer, avendo hardware e software. Ecco perché ogni persona ha a sua disposizione un terzo corpo, quello emozionale. Se la mente è la parte pensante e analitica dell’uomo, il corpo emozionale è il cuore che percepisce i sentimenti di gioia, dolore, rabbia, tristezza, felicità e paura.

Ritorniamo alla spugna piena di borotalco e immergiamola nell’acqua, che rappresenta il corpo emozionale. L’acqua va in ogni parte della spugna e del borotalco e tutti e tre gli elementi si fondono tra loro.

Dove inizia l’acqua (corpo emozionale) e dove finisce il borotalco (corpo mentale), dove inizia la spugna (corpo fisico) e dove finisce l’acqua? Non c’è nessun confine chiaro e nessuna distinzione o, se vogliamo, ognuno dei tre elementi inizia dove l’altro finisce.

Eppure, se guardiamo la spugna, vediamo di nuovo solo la spugna, anche se al suo interno ci sono l’acqua e il borotalco. Il fatto che non si vedano non significa che non esistano, perché in realtà non solo ci sono, ma permeano ogni parte della spugna.

Poi, iniziereste a parlare all’alieno dell’ultimo dei quattro corpi dell’essere umano, e cioè il corpo spirituale. Abbiamo sempre la spugna, il borotalco e l’acqua, ma cosa manca? Manca l’aria nella quale la spugna, il borotalco e l’acqua sono costantemente immersi: l’aria corrisponde al corpo spirituale.

Il corpo spirituale serve per avere consapevolezza di se stessi come individui; la coscienza di essere uno tra tanti altri, e cioè un essere unico e irripetibile, arriva proprio dal veicolo spirituale, che è la sede dell’individualità.

Non esiste una persona uguale a un’altra: forse ci può essere una straordinaria somiglianza sul piano fisico (come accade con i gemelli omozigoti), ma a livello emozionale, mentale e spirituale siamo tutti diversi. Potremmo anche avere una copia fisica perfetta di noi stessi creata in laboratorio che sarebbe comunque diversa nel modo di pensare, di sentire e di percepire la vita ma, soprattutto, sarebbe un altro e non noi! Quindi, all’essere umano il corpo spirituale serve per cogliere la sua essenza individuale.

Così abbiamo completato le 4 parti che compongono l’esistenza umana: il fisico (la spugna), i pensieri (il borotalco), le emozioni (l’acqua) e lo spirito (l’aria). Eppure, ancora una volta guardiamo e vediamo solo la spugna.

A questo punto, potreste chiedere all’alieno se ha compreso e lui magari risponderebbe: «Sì, certo. Ho capito perfettamente. L’essere umano è il suo corpo, i sui pensieri, le sue emozioni e il suo spirito!».

Voi allora rispondereste: «Non mi sono spiegato: io non ho detto che ogni persona è i suoi corpi, ma che ha 4 veicoli di manifestazione. L’essere umano possiede un fisico, una mente, delle emozioni e uno spirito, ma non è nessuna di queste quattro cose. L’essere umano e’ semplicemente l’individuo che guida questi 4 veicoli, è il capo e il gestore dei suoi corpi, l’abitante dei suoi strumenti di manifestazione.

In realtà, dovrebbe esserlo naturalmente, ma a causa dei condizionamenti può anche succedere che i suoi 4 corpi diventino padroni di lui, e allora le persone si trovano dipendenti dal loro corpo, vittima dei loro pensieri ed emozioni, oppure servitori e schiavi del loro spirito attraverso il fanatismo e l’ossessione… Ma i corpi sono una cosa e l’individuo e’ tutta un’altra!».

A questo punto l’alieno magari direbbe: «Grazie! Che cosa fantastica che sei tu! Ora ho veramente compreso e posso tornare sul mio pianeta con questa preziosa conoscenza». Poi, esattamente come è apparso davanti a voi, sparirebbe nello stesso modo, smaterializzandosi.

Breve morale di questa storiella? Ogni individuo non è i suoi corpi, ma è un essere che ha dei corpi dei quali può essere il padrone o lo schiavo. L’essere umano è una libera e pura essenza che può usare i suoi veicoli di manifestazione per vivere al meglio la sua esistenza terrena, ma può anche diventare succube di essi.

Le persone possono servirsi dei 4 corpi che hanno a disposizione, oppure diventare il loro servitore. Possono scegliere di identificarsi nei veicoli e diventare dipendenti da essi, oppure può scegliere di essere liberi da ciò che hanno per essere ciò che sono in Verità.

L’intensivo di Illuminazione ha come unico obbiettivo l’Esperienza Diretta dell’essenza dell’individuo. l’Intensivo di Illuminazione è una soglia che chiunque può varcare per andare oltre il conosciuto ed il visibile attraverso gli organi di senso, verso la Vera Natura invisibile e perfetta che permea ogni cosa.

Attraverso l’uso di una potente tecnica di contemplazione e comunicazione e grazie al contatto con gli altri in una comunione d’intenti, avviene una progressiva espansione della coscienza individuale, che può culminare in un’Esperienza di Unione con la Verità.

Durante l’Intensivo avviene anche un profondo processo di purificazione e disintossicazione fisica, mentale ed emozionale, grazie ad un’alimentazione bilanciata e naturale, un contatto con la semplicità della natura circostante e un ambiente silenzioso e ordinato, pulito e protetto.

La Verità rende liberi di essere ciò che si è, in armonia e coerenza con la fonte naturale dalla quale proveniamo. Il vantaggio di sperimentare la propria Vera Natura, è quello di mettersi a disposizione di un moto spontaneo dell’anima che si rivela e celebra se stessa nella danza dell’esistenza, all’insegna della cura, del rispetto e dell’amore verso se e gli altri.

Un risveglio spirituale può aiutarti a rinnovare la tua quotidianità con nuove prospettive e portarti ad agire con gioia, pace ed entusiasmo verso il tuo benessere personale.

Ti supporta nel lasciare andare le cattive abitudini e le cose dannose e non utili per te.

Un’esperienza di contatto diretto con la Verità, spesso riaccende le tue energie represse o assopite e stimola i talenti che sono rimasti nascosti dentro di te: qualità come la sessualità, il coraggio, l’intraprendenza, la creatività e la sincerità tendono a esprimersi con maggior forza, semplicità e fluidità.

Puoi diventare più capace a sentire dentro te stesso e cogli con maggior sensibilità e chiarezza i veri sentimenti e le emozioni degli altri. Diventi anche meno manipolabile e tendi a manipolare meno gli altri.

In generale, potresti sentirti più libero, onesto e pronto ad andare oltre i tuoi vecchi schemi e limiti.

La ricerca della Verità è come un richiamo che proviene dal nucleo centrale della tua anima che t’invita a tornare nella tua Vera Casa, in unione con chi sei veramente e in armonia con la tua Essenza Divina.

Forse, la ricchezza, il potere e il prestigio non sono alla portata di chiunque si metta a cercarli… la Verità si!

Ti aspetto dal 2 al 6 luglio per un’esperienza sempre unica, fantastica e sorprendente che si chiama Intensivo di Illuminazione.

Diego

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