Il potere straordinario della tecnica dell’Intensivo di Illuminazione

Questa domenica ho deciso di rileggere il diario di viaggio dell’ultimo Intensivo lungo a cui ho partecipato dalla sera del 24 alla sera 31 luglio di quest’anno.
Mi rendo perfettamente conto che se qualcuno che non ha mai partecipato a cammini di profonda immersione nella ricerca della Verità li leggesse così come sono, potrebbe tranquillamente considerarli i deliri di un pazzo squilibrato o i vaneggiamenti di un folle.
Eppure non è così perché il potere della tecnica, del programma e della struttura di un Intensivo tendono a spingere naturalmente ogni ricercatore verso un eterno mistero che risulta certamente tanto folle e insensato per la mente quanto assolutamente vero e sensato per l’anima… La tecnica dell’intensivo è una autentica massacratrice di illusioni.
Negli intensivi lunghi dal quarto giorno in poi è permesso (e anche consigliato) prendere appunti sulle proprie esperienze mentre si procede nella ricerca. Rileggere oggi quello che avevo scritto, mi ha riportato alla coscienza le consapevolezze e le esperienze che mi sono letteralmente piovute addosso in quei giorni incredibili.
Voglio riportare quanto ho scritto sul mio quaderno dal quarto giorno in poi, durante quella sorprendente avventura di fine luglio in cui ho avuto la grandiosa opportunità di lavorare per sette giorni sulla domanda: “Dimmi cos’è la vita”.
Mi auguro possa essere una buona fonte d’ispirazione per qualcuno che intende veramente andare oltre tutto ciò che già sa, vede, tocca, gusta, sente e pensa:
Ecco i miei appunti:
QUARTO GIORNO:
La vita è grande nelle cose piccole così come in quelle grandi.
La colpa non è fondamentalmente una condanna. E’ una possibilità che ci viene concessa per accorgersi dell’errore e scegliere di rimediare.
La colpa non richiede la punizione ma contiene la possibilità di non ripetere lo stesso errore.
Nel sorriso di un bimbo c’è l’Intera vita che sorride.
Cammino e vedo la vita morire. La natura muore. La vedo come morta, come già morta.
Comprendo all’improvviso che la vita arriva da me e che io sono la vita.
Non è mai esistito niente fuori da me.
Sono io il creatore e il distruttore della mia vita.
Comprendo perché nella tecnica arrivava da tempo il vuoto, perché la vita è essenzialmente vuota.
Sono io che la rendo viva.
La mia vita è la mia vita ma è anche tutta la vita stessa.
Un fiore, un albero, un pensiero, una musica, un emozione, un dolore, una pietra, sono io a renderli come sono.
Nulla esiste come qualcosa di esterno ma arriva direttamente da me.
QUINTO GIORNO:
io sono costante presenza e le mie emozioni sono un flusso che mi attraversa.
I flussi scorrono in me ma non sono me.
Posso sentire i pensieri della mia mente e sentire me stesso come un’entità staccata.
Vedo un grande tranello della mia mente che è quello di farmi sentire speciale, migliore.
Ringrazio la mente e rimango con me.
Sono qui per ciò che è vero e non per ciò che è speciale.
Ciò che è vero è che io sono qui, costantemente presente.
Mi accorgo di un profondo e potente programma della mente che mi costringe a manipolare chi soffre perché non posso sopportare la sofferenza degli altri.
Nego la sofferenza di chi amo e cerco di sfuggirla in ogni modo e con ogni mezzo perché il mio cuore si dispera e scoppia di dolore nel contattarla, sentirla e ammetterla.
SESTO GIORNO:
La vita è Dio.
Dio sostiene me, tutto e tutti.
E’ la manifestazione stessa che è Dio. La manifestazione è l’espressione di Dio ovunque sulla Terra e nelle galassie.
Io sono parte della manifestazione divina.
Tutto accade nell’attimo.
Il presente e l’eterno sono la stessa cosa ed io faccio parte del presente e dell’eterno.
Non esistono veramente creazione e distruzione come successione di due momenti e come fatti separati.
Sono solo l’eterno che si esprime creando e distruggendo.
Un cascata non è diversa dal fiume in cui si lascia morire.
La cascata e il fiume sono la stessa cosa ed esistono nello stesso momento come la vita e la morte che sono contemporanee e inseparabili.
Sono l’una al servizio dell’altra in un perfetto equilibrio.
Durante il pranzo mangio e bevo Dio.
Comprendo il significato della comunione.
Tutto ciò su cui cammino è Sacro.
Tutto ciò che vedo e non vedo è Sacro.
Comprendo il “Sia fatta la Tua volontà” semplicemente perché tutto ciò che accade e non accade è Dio stesso.
Dio perde ogni volto e ogni aspetto.
Dio non è un ente staccato che crea ma è la stessa creazione.
Comprendo “Dio veglia sempre su di noi” semplicemente perché è ovvio che Dio è sempre presente in ogni cosa.
SETTIMO GIORNO:
Sono un’entità cosciente indipendente da corpo, mente, emozioni e personalità.
Sono assoluta consapevolezza e presenza.
Crolla l’idea di me, Diego è un’idea, un nome a cui rispondo, un ricordo nella memoria.
La personalità di Diego è un abito, io sono senza nome e sono soltanto continua presenza libera da ogni limite e confine.
La trasformazione è solo apparente perché in Verità tutto è già perfetto ed è Dio.
La Verità è sempre permanente.
L’elemento immutabile è Dio.
La condizione eternamente stabile è l’Amore Divino.
L’Intensivo è terminato ma nell’anima non avrà mai fine ciò che ho sperimentato in questo indimenticabile viaggio verso la Verità.
Grazie.

Diego

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